Anche Torre del Greco nelle “cartoline sbagliate” di Kourtney Roy in mostra a Napoli

C'è una Napoli che non finisce sulle cartoline. Una Napoli periferica, ambigua, sospesa tra finzione e realtà, che la fotografa canadese ha saputo catturare con uno sguardo insieme straniante e poetico: "Failed Postcards from Napoli". E tra i luoghi che hanno ispirato questo sguardo c'è anche la nostra città

Failed Postcards from Napoli è la prima mostra personale italiana di Kourtney Roy, inaugurata il 21 marzo 2026 alla Spot Home Gallery di Napoli, dove resterà visitabile fino al 30 giugno 2026. Il progetto nasce da una residenza dell’artista, ospite della galleria che l’ha prodotto e curato nel 2025, la terza di una serie prestigiosa, dopo quelle con Anders Petersen e Anaïs Tondeur.

Kourtney Roy, artista e regista canadese che vive e lavora a Parigi, è nota per un linguaggio visivo inconfondibile: colori iperreali, illuminazione teatrale, humour nero e una vocazione alla messa in scena che trasforma ogni fotografia in un fotogramma sospeso di un film mai girato. Nelle sue immagini appare spesso lei stessa, moltiplicata in una costellazione di figure femminili eccessive, grottesche, irriverenti personaggi che crea e interpreta con precisione quasi cinematografica.

Per questo progetto napoletano, Roy ha esplorato gli interstizi urbani della città: spazi periferici, zone di passaggio, luoghi dimenticati lontani dai classici scenari da cartolina. È qui che entra in gioco anche Torre del Greco, i cui paesaggi, con la loro identità forte, stratificata e spesso ignorata dai circuiti turistici, hanno offerto all’artista esattamente quel materiale visivo ambiguo e autentico che cercava. Facciate consumate, spazi liminali, una luce che sa essere insieme cruda e teatrale: tutto ciò che, nell’estetica di Roy, smette di essere semplice sfondo per diventare campo di esperienza e narrazione.

Dalla Litoranea alla Nazionale, o nel centrale largo Bandito: qui sotto alcune delle immagini ambientate a Torre del Greco

L’ispirazione cinematografica è dichiarata: Garrone, Pasolini, Fellini. Da Mamma Roma ad Amarcord, passando per Reality e Dogman, Roy convoca figure femminili dure e sgargianti, severe e vulnerabili, vestite di colori accesi che diventano veicoli di identità barocche e tenaci. Una Napoli — e una Terra del Greco — viste con gli occhi di chi non cerca la cartolina, ma la crepa dietro di essa.

La mostra ha già avuto una prima presentazione parziale a Parigi, presso la Galerie Les Filles du Calvaire, nell’autunno 2025. Ora, per la prima volta, il progetto viene esposto nella sua interezza proprio nella città che lo ha generato.

Il catalogo, Failed Postcards from Napoli, è pubblicato da André Frère Éditions (2025).

🗓 21 marzo – 30 giugno 2026
📍 Spot Home Gallery, Napoli
🌐 spothomegallery.com

La mostra presentata su
d Repubblica – Cartoline da Napoli. Lontana dai cliché, inquieta, comunque meravigliosa. Metti un’artista dell’eccesso, che fotografa se stessa, nella città che più le assomiglia di Irene Alison

L’artista

Kourtney Roy è un’artista e regista canadese che costruisce mondi surreali, meticolosamente messi in scena, sospesi tra finzione, performance e tensione psicologica.
Ha studiato fotografia alla Emily Carr University of Art and Design di Vancouver e, successivamente, alla École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi.
Fin dagli esordi Roy ha sviluppato un linguaggio visivo riconoscibile che gioca con codici e riferimenti cinematografici, attraversato da una sottile inquietudine.
Spesso si colloca come protagonista all’interno di questi ambienti costruiti; le sue immagini evocano fotogrammi di film misteriosi, sospesi in un’ambiguità narrativa.
Roy, che vive e lavora a Parigi, si muove liberamente tra fotografia e cinema, utilizzando entrambi i linguaggi per creare situazioni di forte impatto visivo, pervase da un umorismo nero.
La sua pratica si fonda sulla messa in scena e sull’artificio: luoghi accuratamente selezionati, palette cromatiche sature e composizioni rigorose generano atmosfere perturbanti. Motel, deserti, interni suburbani, autostrade e spazi liminali ritornano costantemente nel suo lavoro — ambienti in cui il tempo sembra dilatarsi e la realtà scivolare impercettibilmente fuori asse.
Le fotografie di Roy ritraggono spesso figure isolate — personaggi che lei crea e interpreta — mentre si muovono in questi ambienti, dove il significato resta sospeso.
Più che offrire narrazioni lineari, il suo lavoro invita alla proiezione e all’interpretazione, immergendo lo spettatore in atmosfere permeate di tensione, ambiguità e assurdità.
Le sue opere hanno ricevuto numerosi premi, tra cui il Prix Picto (2007), l’Emily Award ECUAD (2012), il Prix Carte Blanche PMU/Le Bal (2013), la prestigiosa Carte Blanche Pernod Ricard (2018) e il Prix Swiss Life à 4 mains (2024). Nel 2018 ha ricevuto il sostegno del Centre National des Arts Plastiques (Francia) e nel 2022 è stata tra i vincitori della Grande Commande Photographique del Ministère de la Culture – Radioscopie de la France.
Nel 2020 il suo libro The Other End of the Rainbow ha ricevuto una menzione speciale al Luma Rencontres Dummy Book Award (Francia).
Nel 2019 ha vinto il premio per il miglior film sperimentale al Brest European Short Film Festival con il cortometraggio Morning, Vegas, dai toni cupi e onirici. Il suo secondo corto, Slice of Heaven, è stato presentato in anteprima al Raindance Film Festival di Londra nel 2020.
Il suo primo lungometraggio, Kryptic — un film di genere “creature feature” costruito su un loop temporale —è stato presentato in diversi festival cinematografici dopo la sua anteprima mondiale al South By Southwest Film Festival negli Stati Uniti nel marzo 2024.
Il lavoro di Roy è stato ampiamente esposto in Francia e a livello internazionale. Tra le istituzioni e i festival che hanno ospitato le sue mostre figurano il Festival Planche(s) Contact, Deauville (2012), Le Bal, Parigi (2014), il Festival Portrait(s), Vichy (2015 e 2022), Jeu de Paume, Parigi (2025), le Rencontres d’Arles (2025) e la Citéco, Cité de l’Economie, Parigi (2026). Le sue fotografie sono state inoltre esposte in numerosi paesi europei, oltre che in Cina, Stati Uniti, Australia e Russia.
Roy ha pubblicato diverse monografie, tra cui Ils pensent déjà que je suis folle e Enter as Fiction (Filigrane Editions, 2014 -2015), Northern Noir (Éditions La Pionnière, 2016), California (Éditions Louis Vuitton, 2016), The Tourist (André Frère Éditions, 2020), The Other End of the Rainbow (André Frère Éditions, 2022), Survivalist Failures (Filigrane Editions, 2022), Queen of Nowhere (Iikki Books, 2022), Failed postcards from Napoli (André Frère Éditions, 2025).
Le sue opere sono presenti nella collezione permanente del Musée Nicéphore Niépce di Chalon-sur Saône, della Bibliothèque nationale de France di Parigi, dei Rencontres d’Arles, dello Château d’Eau di Toulouse, della Maison européenne de la photographie di Parigi, tra gli altri, oltre che in molte collezioni private.

La galleria

Spot home gallery nasce a Napoli nel febbraio 2020 con l’intento di promuovere la fotografia contemporanea attraverso mostre personali e collettive, residenze d’artista, partecipazione a fiere d’arte internazionali. L’interesse è volto a quegli artisti, consolidati o emergenti, che, con passione, libertà, coerenza e rigoroso impegno, portano avanti lavori di ricerca personale che hanno la capacità di emozionare e far riflettere, suggerendo nuovi modi di interpretare il mondo e il tempo in cui viviamo. Artisti che si dedicano ad esplorare costantemente le possibilità del mezzo e dei suoi supporti, apportando linguaggi innovativi e di rottura. Spot produce e cura residenze d’artista: autori selezionati sono invitati a trascorrere un periodo di tempo a Napoli, ospiti in galleria, per creare un lavoro inedito, che sarà poi oggetto di una mostra e una pubblicazione.

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