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Tratto dal n°18 -19
de LA TORRE 
3 -11 -76 

 
 

FORSE E' L'AUTUNNO...

riflessioni amarognole


di RAFFAELE RAIMONDO


«Forse è l'autunno ca me mantene 'sta malincunia...»
Sono le prime parole di una celebre canzone di Libero Bovio, e chissà se il poeta non si riferiva all'autunno della vita, piuttosto che a quello astronomico o metereologico. Certo è che ambedue i periodi agiscono negativamente sugli animi più sensibili quali sono quelli dei poeti.
Per i poeti, invece, c'è un antico detto napoletano (oggi non sono di moda né i detti, né il dialetto napoletano) che suonava così: «Quanno vedite sòvere e nèspule, chiagnite» L'aforisma avvertiva che erano gli utlimi frutti della bella stagione e che la pacchia era finita con l'estate. Allora i frutteti erano lussureggianti, la frutta era abbondante, costava poco e la gente vi ricorreva semplicemente per mettere a tacere lo stomaco, non conoscendo affatto il potere energetico e vitaminico di tale prodotto della terra. Erano i tempi in cui «al contadino era vietato far sapere quanto era buono il cacio con le pere» e il fruttivendolo non entrava ed usciva dall'ufficio del notaio, settimanalmente, per comprare appartamenti e macchini fuori serie di grossa cilindrata.
«Aniello 'a sargente»,  le sorbe e le nespole (da non confondere con quelle cosiddette del Giappone), le teneva esposte assieme alle ultime «percoche», che «adduravano 'e cannella», alle azzeruole e alle mele cotogne. La botteguccia a mmiezo San Gaetano sembrava la vetrina di un gioielliere con i rubini dell'uva scura e le perle dell'uva chiara. Le azzeruole ('e llazzarole) sembravano bacche d'avorio, mentre le nèspole apparivano come sonaglini d'oro vecchio. Solo l'intenso aroma che riempiva il piccolo ambiente richiamava alla realtà.
Ritornando alle pere e al cacio, oggi, le prime sono depositate negli enormi frigoriferi e il secondo è custodito nei capaci depositi di pochi accaparratori da quando l' A. I. M. A. ha venduto tutte le scorte di parmigiano-reggiano a pochi grossi speculatori che hanno fatto salire il prezzo del prodotto alle più lontane stelle.
In questo caso la poesia non c'entra, qui occorre la prosa, quella...prosaica per giunta, e non mi si accusi di volgarità se mi viene, di urlare: - All'A.I.M.A 'e chi v'è m...!!!

***
Una volta l'autunno si limitava, secondo un'altra canzone, a «far cadere le ultime foglie» che poi il vento raccoglieva e le portava alla donna amata e io non ho mai capito, la donna amata che se ne faceva di tante foglie secche. Tutto al più, poteva sì e no, confezionare uno strapuntino, dato che a quei tempi non esistevano ancora i materassi a molle, o erano poco conosciuti.
Ma oggidì l'autunno è diventato cattivo, spietato, oltre che caldo - come dicono i sindacalisti - , alludendo ad un'altra specie di calore, per il quale non occorre il petrolio per produrlo.
Dopo un lungo periodo di siccità, verificatosi specialmente sulle regioni dell'Alt(r)a Italia, invece della pioggerella autunnale che serve a lavare i fichi (mo so' bbone, mo ch'à chiuòppete) e l'uva per la vendemmia, si sono aperte le cateratte del cielo. Straripamenti dei corsi d'acqua e dei laghi, crolli di ponti e di case, migliaia di ettari di terreni coltivati a vigneti, sommersi (stappa francese!): centinaia di miliardi di danni.
Ce murimmo 'e famma: la CEE che da parecchi anni ammonisce l'Italia a non vivere al di sopra delle proprie possibilità, ci fornirà 40mila tonnellate di carne e 10mila di burro che dovremo pagare.
Nel Friuli la terra continua a ballare sinistramente: sfollati, case prefabbricate, roullotes, tende, miseria, morti, pianti, sofferenze, città intere da ricostruire: migliaia di miliardi.
A Séveso: inquinamento da diossina. A Manfredonia: inquinamento da arsenio. A Pescara: fuoruscita di acido cloridico. A Monza: nube tossica nello stabilimento della Singer: A Spoleto: nube solforosa. Nel Basso Adriatico, al largo di Otranto, c'è una nave affondata di recente, carica di 910 bidoni di piombo tetraetile che viene usato per gli ottani nella benzina e che noi tutti respiriamo in continuazione, specialmente quando il traffico è intenso. Se la sostanza venisse fuori dai rcipienti che la contengono, sarebbe la morte di buona parte del Mediterraneo. Un famoso scienziato dice no, però lo stesso scienziato dice che il Golfo di Napoli è il punto di mare più inquinato del mondo (vire 'o mare quant'è bello / che tesoro tene 'nfunno / chi ha girato tutt' 'o munno / nun l'à visto comme a cca).
Il Fondo Monetario Internazionale concederà all' Italia un...ennesimo prestito di 500milioni di dollari (ci fai la birra) elevabile a un miliardo (meno male) che dovremo pagare unitamente agli interessi mentre già stamme 'nguajate 'e diébbete per migliaia di miliardi (vedi Regioni, Province e Comuni).
Quel poco oro della Banca d'Italia, è interamente ipotecato. Mancano le aule scolastiche: a Roma, orribile a dirsi, si effettua il terzo turno per i bambini delle Elementari, orario dalle 18 alle...22!
Gli edifici esistenti costruiti in gran parte dal «Puzzone» il quale, poi, contemporaneamente, (ma come faceva?) dissodava la terra, faceva la battaglia del grano, fondava le città, conquistava imperi, costruiva flotte gigantesche, vincendo i relativi «nastri azzurri». Interminabili squadriglie di aerei trasvolavano gli oceani, faceva le guerre, spezzava le reni a questo e a quello, metteva in circolazione monete d'oro e d'argento con la scritta: «E' meglio vivere un giorno da leone che cento anni da pecora» (1 dollaro = 18 lire)...e vinceva i campionari mondiali di calcio...quegli edifici dicevo, oggi sono ridotti a poco più che ruderi, vedi, per esempio, l'edificio scolastico di via Lava Troia... E questo dopo 30 anni di pace e di prosperità. Proprio qui, a Torre del Greco, nei giorni scorsi si sono verificati disordini: c'è gente che non ha casa. Non si costruiscono perché, dicono, il Piano Regolatore della città, da anni, non viene approvato dalla Regione (ma è omissione di atti d'ufficio?...O no?) eppure, non si crederebbe, tra le tante insulsaggini scritte e dette dai «giornalisti sportivi» c'è la richiesta categorica, urgente e impositiva (fare presto, ohibò!) per la costruzione immediata di «cittadelle sportive» e di «palazzi dello sport»... Intanto a Trecase, gli abitanti del luogo, armati di roncole, peroccole e forconi, montano la guardia al loro territorio: hanno detto no allo scarico dei rifiuti solidi provenienti dalla civilissima e sportivissima Torre del Greco. Rifiuti che, anche se di tanta nobile origine, appestano l'aria e le campagne.
Con maggiore dispendio di pubblico denaro e difficoltà dovute alla distanza, ora i rifiuti vanno (fino a quando?) ad allietare gli occhi e i nasi in quel di Somma Vesuviana. E allora? Allora costruiamo subito, un possente inceneritore, costruiamo le case, le scuole e, poi anche le cittadelle sportive. Nel frattempo, per mantenerci in forma, sportivamente parlando, ci arrangiamo con le flessioni e un po' d'esercizi a corpo libero. Si tratta in fondo di poco tempo: tra breve tornerà il «boom economico» e il benessere...O no?!!!
Però questi giovani dediti allo sport (mens sana in corpore sano) meriterebbero di essere accontentati. Vediamo un pò:
L'Italia è formata da 8.027 comuni i quali, chi più, chi meno, dovrebbero essere forniti di impianti del genere. Calcolando in media due miliardi tra i più vesti e quelli più piccoli, avremo 2 miliardi x 8.027...Uh, anema 'e San Giuseppe mio!!!  Sono 24.081 miliardi (ventiquattromilaottantuno miliardi)... Guagliù, nun è cosa! Però non disperate, tra un anno a Torre si svolgeranno le elezioni amministrative e qualche candidato affligerà il solito manifesto con il disegno del relativo progetto... e voi ammoccherete come sempre.

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La patata bollente dei sacrifici, passa di mano in mano.
- Non spetta a me, spetta  a  te! Spetta a Tizio! Spetta a Caio! E ognuno è convinto che non spetta a lui e che, quindi, non ha nulla da sacrificare sull'altare dell'austerità. Per prima cosa, l'automobile non si tocca, specialmente quella della famiglia Brambilla che avanza. Ed eccone la dimostrazione:
I sindacati che vegliano sui redditi dei lavoratori e sui bilanci domestici della povera gente, si sono opposti all'aumento del prezzo della benzina. Però, mannaggia, non hanno neppure fiatato per l'aumento di ben 450 lire sulla bombola da 10 litri di gas liquido, cioè di quel combustibile largamente usato dalle famiglie meno abbienti per cuocere gli alimenti che, poi sono quelli più resistenti alla cottura, quali fasule, fave e cicere e che formano le « bobbe» da scodellare sui deschi più umili. Però hanno detto sì alla riduzione della tassa di circolazione per le piccole cilindrate, e per il provvedimento adottato in tal senso, le Regioni incasseranno migliaia di miliardi in...meno.
Sabato 2 ottobre, di buon mattino, mentre il GR 1 (accidenti alla sua sigla che straccia i nervi)  ripeteva il discorso per niente allegro, tenuto dal Presidente del Consiglio la sera innanzi; sull'altra rete, il GR 2 (accidenti al ... siscariello) l'annunciatore dava consigli agli automobilisti che in quel momento si mettevano in viaggio, quale via prendere per trascorrere meglio il «week-end», augurando: Buon viaggio.
Per il «tempo libero», fino a qualche anno fa, si parlava con insistenza della settimana cortissima, cioè lavorativa fino al giovedì. Oggi il Governo, finalmente si è deciso a rompere i ponti abolendo i medesimi, mentre ancora non si decide a rompere anche i ...ponticelli e dichiarare, per tutti, giornata lavorativa pure il sabato, anche per il rispetto dovuto al Signore che, pur essendo Padreterno, si riposò un giorno soltanto. Gli scassinatori di banche, per esempio, avrebbero meno tempo a disposizione per portare a termine certe imprese. A questo punto è opportuno inserire la barzelletta che segue e che non ho fatto neppure brevettare: è di dominio pubblico.

Davanti ad un lussuosissimo bar, si ferma una fiammante «Rolls-Royce» dalla quale scende un uomo- capellone dai basettoni e baffi spioventi. Gli va incontro un tizio dalle stesse caratteristiche, il quale, con gli occhi sbarrati e con lo sguardo rivolto alla preziosa macchina, gli fa: - Uéh, Pascà, auguri!... Alla faccia del bicarbonato!... Che meraviglia!.... Come te l'hai procurata?...  / - Semplicemente con una lancia... / - Ma non dire fesserie, Pascà - con una «Lancia» soltanto?... E' vero che alcuni tipi di «Lancia» sono macchine prestigiose, ma per ottenere questa ne occorrono, a dir poco, una ventina... / Vicié, ti assicuro che a me è bastata una lancia soltanto, però ... molto sofisticata... / Veramente Pascà? ...E qual è questo tipo di «Lancia» così sofisticato che io non conosco? / - La lancia... termica, Vicié!

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In Italia, i giorni in cui si lavora o si dovrebbe lavorare si chiamano  feriali. Quando, ufficialmente, non si fa niente o si va in vacanza si dice che si è in ferie. Ma allora sono feriali anche i giorni in cui non si lavora? Evidentemente il malinteso c'è, ed ecco perché sono in molti a credere che nei giorni feriali si debba andare in ...  ferie.
Non più fautori del «tempo libero», ora i politici si sono trovati d'accordo nel sopprimere alcune giornate festive. Le hanno soppresse per modo di dire, poiché quelle giornate festive sono restate tali: le hanno semplicemente rimandate  al periodo che intercorre tra Natale e Capodanno, tanto per realizzare il progettato «ponte» sullo Stretto di Messina. E ciò è avvenuto perché anche le festività sono «conquiste sociali che non si toccano». A questo punto è opportuno inserire un antico canto napoletano che nessuno conosce: Nel timore che il detto canto vada smarrito, perdendo sei meravigliosi versi adatti per un futuro Inno Nazionale, visto che l'Elmo di Scipio è fuori moda, mi affretto a trascriverlo:

«Quanno Razullo jette a Uttajano, / dicette a la mogliera: statte bbona, / j me ne vaco a ffa lu guardiano, / ca la fatica a mme poco me ntrona. / J' so' parente a lu scansafatica /  frato carnale a chi fatica poco».

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Dopo il rifiuto del Partito Radicale di usufruire del finanziamento elargito dallo Stato prospero ai partiti politici, Il Consigliere di Stato, dottore Ugo Niutta, in considerazione della grave crisi economica, ha chiesto di sua spontanea volontà, un consistente taglio degli emolumenti a lui spettanti. La domanda dell'alto funzionario è stata accolta con la riduzione di un terzo di detti emolumenti.
Visto il buon esempio, si vocifera negli ambienti della Capitale, che i partiti politici chiederanno, con urgenza, anche loro la riduzione di un terzo delle cifre as essi elargite dal povero Stato, ridotto in pessimo stato. E da voci non controllate, pare che anche i parlamentari, i pubblici amministratori delle Regioni, delle Amministrazioni Provinciali, dei Comuni, delle varie Commissioni, degli Enti ecc., a loro volta faranno altrettanto, anzi c'è chi dice che da parecchie parti si sia disposti a chiedere la riduzione non del 33,3%, ma bensì del 50%. E se non si chiede addirittura il congelamento come per la «scala mobile», è solo per non seguire quel «pagliaccio» di Pannella, il quale, poi, non fa nemmeno parte dell'arco costituzionale e disturba i lavori del Parlamento.

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Intanto, giustamente, per gli speculatori, sono state riesumate e rimesse in vigore le leggi di guerra, cioè quelle fasciste. Chi non ricorda l'orticello di guerra, le severe sanzioni contro gli imboscatori e gli accaparratori di derrate alimentari? La Radio di Stato già si è allineata: alla fine del GR 2 delle 8,30, tutte le mattine manda in onda una nuova rubrica dal titolo: «Mangiar bene con poca spesa». L'esperto di cucina Giuseppe Maffioletti, dà consigli per preparare un ottimo pranzo... «non danneggiando il portafoglio ».
Anche a «quei tempi» la radio dava consigli e la  «Domenica del Corriere» pubblicava ricette culinarie. Una volta ne pubblicò perfino una con la quale si poteva ricavare l'olio... dall'acqua!!!
Una sola legge non è stata ancora emanata ed è quella che punisce ANCHE coloro che, per trent'anni, vendendo chiacchiere hanno speculato, (e come!) sulla pelle di un popolo credulone e buono, anzi troppo buono, e si sono arricchiti sfacciatamente con la più arrogante ostentazione.
Ma quella legge, che non sarà mai emanata, non è una legge che viene emanata in nome del popolo. La storia lo insegna: quella è una legge che è stata emanata sempre dal popolo in prima persona. Direttamente.