La città di Torre del Greco (ab. 97.436)
sorge al centro del golfo di Napoli, alle falde
del Vesuvio, e si estende su un territorio di Kmq
30,080 con un litorale di circa 10 Km.
Torre del Greco, per numero di abitanti, è la
terza città della Campania dopo Napoli e Salerno.
Per la sua vicinanza al Vesuvio fu più volte
distrutta, specialmente nelle eruzioni del
dicembre del 1631, del 5 giugno 1794 e dell'8
dicembre 1861, ma essa risorse sempre dalle
rovine, non a caso nel suo stemma campeggia il
motto dell'Araba fenice: "Post fata resurgo".
Sin dai tempi antichi è stata rinomata stazione
climatica per la sua temperatura particolarmente
mite in ogni stagione nonché per l'aria resa
salubre dalle distese di boschi e di pinete che
la contornano e che per le sue particolari qualità
terapeutiche è stata vivamente consigliata e
apprezzata da illustri clinici. All'uopo si
ricorda che qui ha soggiornato, per lunghi
periodi degli ultimi anni della sua vita, Giacomo
Leopardi, nel tentativo di guarire dalla
idropisia che lo affliggeva.
Torre del Greco dista da Napoli appena 12 km. ed
è raggiungibile dal capoluogo sia per la strada
statale che per l'autostrada Napoli-Salerno (caselli
di Torre del Greco e Torre Annunziata nord). Due
sono anche le stazioni delle FF.SS.: Torre del
Greco e S. Maria La Bruna, molte più numerose le
stazioni della Circumvesuviana (è la cittadina
che conta il maggior numero di stazioni, ben 7):
Torre del Greco, S.Antonio, Via del Monte, Via
dei Monaci, Villa delle Ginestre, Leopardi, Via
Viuli (Palazzo di Giustizia).
Torre del Greco è ancora giustamente famosa nel
mondo per la pesca del corallo e la sua pregiata
lavorazione artigianale, unitamente a quella del
cammeo e della madreperla. La lavorazione del
corallo ha tradizioni secolari: essa veniva
esercitata fin dai tempi remoti, e il reddito dei
corallari era così ingente che Ferdinando IV di
Borbone chiamò la città "Spugna d'oro"
del suo regno. Già nel 1500 i torresi si
spingevano a pescare il corallo nel mare della
Corsica e della Sardegna, e nel 1688 avevano
oltre 400 barche adibite alla suddetta pesca; nel
1780 si avventuravano sulle coste dell'Africa
vincendo la concorrenza di Trapani, Genova,
Livorno e Marsiglia. Attualmente sono gli unici
pescatori di corallo del Mediterraneo.
Tale tradizione artistica viene ancora oggi
rinnovata e tramandata dall'antica Scuola d'incisione
e lavorazione del corallo (oggi Istituto Statale
d'Arte), annessa al relativo Museo.
Fiorente è pure l'industria della floricoltura,
in particolare del garofano, una delle più
importanti d'Italia, regge ancora il settore
della carpenteria navale.
Notevole importanza riveste anche il settore
della ristorazione che può vantare un buon
numero di operatori di fama nazionale.Frazioni - località
(con le distanze dal centro): Cappella
Nuova (km.4), Leopardi (km.4,9), Ponte della
Gatta (km.3,4), Scappi, Cappella Bianchini,
Cappella Carotenuto (km.2,4), Montedoro (km.1,5),
S. Maria La Bruna (km.4), Portosalvo (km.0,3),
Camaldoli (km.2,1), Calastro (km.0,5), Litoranea
(km.2,6).
Feste -
manifestazioni: Festa dei Quattro Altari
(giugno). Festa del Carro dell'Immacolata (8
dicembre). Festa del Beato Vincenzo Romano (29
novembre).
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