Casa del Beato Vincenzo Romano  
 
In via Piscopia, salvatasi con parte del quartiere dalla distruzione durante l'eruzione del 1794, nel palazzo segnato col n. 19, è la casa ove nacque nel 1751, visse e morì nel 1831 il sacerdote concittadino parroco di S. Croce don Vincenzo Romano, beatificato nel 1963.
Sulla facciata del palazzo, presso il balcone del primo piano è una lapide marmorea apposta a ricordo dal Comune nel 1929. Dopo l'androne d'ingresso si vede nel giardinetto in fondo il busto in bronzo del suddetto realizzato dallo scultore prof. Vincenzo Giggiano Borriello e inaugurato il 20 dicembre 1982.
Si sale al primo piano per vecchi gradini di pietra consunti e si entra nella casa perfettamente conservata nel suo arredamento. Un breve corridoio mostra alle pareti ventitre ex-voto popolari su tavolette di legno che indicano interventi miracolosi del Beato: di questi ben venti raffigurano barche sorprese nel mare in tempesta, una la guarigione di un'ammalata, una il padre gesuita Ronca che guarisce da tumore, ed infine una, con didascalia, il marinaio torrese che, versatasi per caso, in Alghero una caldaia di pece bollente sulle gambe, guarisce prima dell'amputazione il 3 ottobre 1853. Nell'unica stanza che segue si vedono: il manichino del Beato in abito sacerdotale, seduto su un seggiolone; il lettino con materasso e coperte; un tavolino con libro, calamariera e lanterna per le uscite notturne; un tavolo su cui poggiano un bacile con brocca in ceramica bianca, una statua della Madonna in campana di vetro, un leggio e un ritratto dello stesso in cappa rossa; una commode a cassetti su cui sono un candelabro e un astrolabio; un inginocchiatoio con libri e teschio umano; un seggiolone e due seggiole con grucce che servirono dopo una frattura al femore sinistro. Alle pareti sono due scaffali con libri; vetrine con abiti sacerdotali, messale, calice, reliquiari, libri, aspersorio, tazzine, bicchieri, zuccheriera; un attaccapanni; quadri dell' "Ecce Homo", della "Madonna col Bambino", di un santo; un grande crocifisso; una lucerna ad olio su mensola; un busto dell" 'Ecce Homo" su altra mensola.
Gli ex-voto in tavolette dipinte sono il modo con cui la gente di un tempo non molto lontano ringraziava un santo o la Madonna per la protezione ottenuta in un momento particolarmente difficile. Essi narrano con essenzialità il fatto drammatico di cui si evitò il finale tragico e offrono un'importante documentazione di vita popolare vissuta. Quelli che sono raccolti nella casa del Beato Romano rispecchiano anch'essi tale carattere che contribuiscono alla conoscenza delle avventure della marineria torrese.

tratto dal volume:

Ciro Di Cristo
Torre del Greco
Storia, tradizioni e immagini

Nuove Edizioni

   
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