Chiesa della SS.Annunziata  
 
La chiesa fu edificata, con l'annesso convento, dai Frati Francescani Cappuccini. Tale convento fu sempre tenuto in grande stima dall'ordine essendo stato il terzo in ordine cronologico fondato nel Meridione. Fu edificato a partire dal 1568 ad opera di un padre cappuccino di nome Marco de Mercatis.
Oggi il complesso, in modo particolare la chiesa, ci giunge quale inequivocabile documento di fede e di arte, ma ovviamente risente del peso dei secoli, degli eventi storici e dell'azione della natura e dell'uomo. Le varie eruzioni vesuviane, in modo speciale del 1631 e del 1794, per fortuna non distrussero l'antico convento.
Presso la SS.Annunziata i monaci avevano un'importante biblioteca, con opere antiche; in un inventario del 1897 risulta che i volumi erano 2649, a cui si aggiungevano numerosi manoscritti raccolti in fascicoli (40) e altri 30 con raccolte di scritti e poesie. Con la soppressione del convento nel 1867, divenne proprietÓ del municipio. l libri furono dapprima custoditi in loco e poi trasferiti nella sede comunale; dal 1927 si sono perse le tracce . Ovviamente da lý, non pochi partirono per destinazioni "ignote". Lo storico Salvatore Loffredo, ancor peggio, ci attesta che molti "di quei libri sono serviti ai venditori di castagne lesse per fare i "cuppetielli". Per nostra fortuna ancora molto ci rimane da conoscere e da conservare alle generazioni future.
Sul varco d'ingresso all'atrio Ŕ posta una grande terracotta maiolicata, raffigurante l'Annunciazione, realizzata dallo scultore torrese Antonio Mennella a metÓ di questo secolo. La chiesa Ŕ a due navate con un ordine di cappelle. La navata centrale ha nella volta, inserite fra stucchi, delle tele settecentesche. Sulla parete del presbiterio Ŕ posto il quadro raffigurante l'Annunciazione. ╚ un dipinto su tavola del '500. Ai lati di questo sono collocati due tele raffiguranti san Francesco e sant'Antonio. Le opere, databili nella prima metÓ del Seicento, recano le sigle "A" e "V", autografe di Andrea Vaccaro (Napoli 1604?1670), pittore autorevole del barocco napoletano. Sulle pareti fra le due navate sono poste delle artistiche lapidi che ci riportano ad antiche e nobili famiglie legate, in vita e in morte, alla chiesa. Le cappelle recano delle statue fra cui citiamo quella di san Francesco, ritratto per tre quarti.
Posta a un livello superiore della chiesa Ŕ l'antica sacrestia, ricoperta in tutto il suo perimetro da eleganti stipi in radica di noce dalle linee barocche. Inclusi negli stipi sono quattro dipinti raffiguranti "Cristo morto compianto dalla Maddalena e da angeli"," il Padre Eterno", "L'Addolorata e san Giovanni", opere attribuite a Francesco De Mura (Napoli 1696?1782).
Infine segnaliamo un dipinto su tavola, raffigurante La regalitÓ di Maria realizzato dal pittore Silvestro Buono alla fine del Cinquecento.

tratto da
"Il Notiziario"
Numero speciale Aprile 1997
Due giorni per Torre

   
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